La politica deve scegliere sul gioco d’azzardo

I cittadini, di qualsiasi colore od estrazione, “sentono” che devono essere “governati” da una politica -sempre di qualsiasi colore- che si prende le proprie responsabilità e che abbia sopratutto la “forza” di fare delle scelte, anche difficili, ma quello che imputano ai vari Governi che si succedono con una velocità impressionante, è la staticità e l’inerzia che sono i caposaldi “dello sfascio” nel quale ci si sta dibattendo da anni. Il “lasciare le cose come vanno” senza intervenire oltre a manifestare un’assoluta mancanza di responsabilità dà ai cittadini la sensazione di essere in balìa di “qualsiasi cosa”: è il caso del gioco, sopratutto del gioco illecito. Si combatte, si avversa, si regolarizza, si impone, si legifera sul gioco lecito -tra l’altro permesso dallo Stato e sul quale lo Stato guadagna molto-, ma poco si fa, invece, nei confronti del gioco illecito.

Ci si “pallotta” la responsabilità -come se le Autorità dello Stato non facessero capo tutte ad un unico “vertice”- tra Stato, Forze dell’Ordine e Magistratura: la risposta istituzionale al gioco illecito oscilla tra l’inerzia e la “strisciante legittimazione” (quasi come in altri fenomeni il cui contrasto termina alle parole): il gioco diventa “negativo e fuorviante” solo quando è permesso, gestito e “fruttato” dallo Stato, mentre quello illecito se rimane nel “limbo” del vietato può continuare ad esistere come tematica che spetta alla Polizia ed alla Magistratura. Ma è proprio questo atteggiamento che vogliono e si aspettano i cittadini?

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